venerdì 14 ottobre 2016

Walk Unafraid

 
 
 



Walk Unafraid è una canzone dei REM del 1998, qui cantata, a mio parere meravigliosamente, dalle sorelle del duo First Aid Kit. Questa cover è stata usata nel film Wild (2014) di Jean-Marc Vallée, con sceneggiatura di Nick Hornby, tratto dal libro autobiografico Wild - Una storia selvaggia di avventura e rinascita (Wild: From Lost to Found on the Pacific Crest Trail) scritto da Cheryl Strayed (di cui trovate qualche citazione più sotto). Il film ha come protagonista Reese Witherspoon, immersa in un viaggio attraverso la Natura, il suo passato, la sua vita. È la storia di un viaggio solitario e coraggioso, una storia di rinascita dal dolore, simile per ambientazione e stile narrativo al film Into the wild, ma con una voce femminile e una focalizzazione forse più intima, che si concentra sulla vita della protagonista, quella che lei non riconosce più come sua e che subisce passivamente, e sul dolore personale e le ferite del passato che l'hanno portata fino a lì. Il viaggio di Cheryl lungo la Pacif Crest Trail non è infatti una ribellione ideologica contro il sistema socio-economico, politico, culturale, ma una ribellione personale contro la "sua" vita, contro le circostanze che si sono create, contro un destino che la vede vittima e non artefice. Scarponcini, shorts, maglietta e zaino in spalla, Cheryl decide di riprendere possesso della sua vita passo dopo passo, in salita, lungo un percorso così arduo e impervio da scoraggiare gli avventori solitari, e infatti molti le diranno di non andare, o la guarderanno come se fosse pazza per questa sua decisione. Nonostante tutte le difficoltà, e ce ne saranno tante, anche abbastanza raccapriccianti da guardare, lei andrà avanti nel suo percorso, sulla sua strada.
Non vi sto a dire come finisce, ma quello che più mi è piaciuto è il messaggio di rinascita, dolorosa ma necessaria per superare la morte che è in ogni "fine" della nostra vita, il messaggio di fiducia in noi stessi e nelle nostre forze, anche se a volte queste sembrano abbandonarci e ci sentiamo più deboli di quanto in realtà siamo, il messaggio, infine, di indulgenza che dobbiamo avere nello sguardo che dedichiamo al nostro passato e ai nostri presunti errori, perché arriva sempre il momento di lasciar andare quello che è stato e di concederci un'altra possibilità.




I'm a free spirit who never had the balls to be free.
 
 
 
 
 
 

I knew that if I allowed fear to overtake me, my journey was doomed. Fear, to a great extent, is born of a story we tell ourselves, and so I chose to tell myself a different story from the one women are told. I decided I was safe. I was strong. I was brave. Nothing could vanquish me.
 
 
 
 
 
 
What if I forgive myself? What if I forgive myself even tough I'd done something I shouldn't have? (...) What if I was sorry, but if I could go back in time I wouldn't do anything differently than I had done? (...)What if what made me do all those things everyone thought I shouldn't have done was what also had got me here? What if I was never redeemed? What if I already was?
 
 
 
 
 
How wild it was, to let it be
 
 
 
 
Silvia
 


Nessun commento:

Posta un commento